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Tu sei qui: CronacaCaso Lavoro.doc: per Attanasio condanna “parziale”. Assolto Bisogni

Cronaca

L’imprenditore di Pontecagnano condannato per autoriciclaggio

Caso Lavoro.doc: per Attanasio condanna “parziale”. Assolto Bisogni

Non è provato il rapporto criminale che avrebbe legato Giovanni Attanasio ed Enrico Bisogni

Scritto da (Andrea Siano), giovedì 21 gennaio 2021 08:10:17

Ultimo aggiornamento giovedì 21 gennaio 2021 08:51:44

La sentenza che ha condannato Giovanni Attanasio a due anni e otto mesi è stata pronunciata dal gup Marilena Albarano all'esito del rito abbreviato con cui l'imprenditore di Pontecagnano è stato giudicato colpevole del solo reato di autoriciclaggio di capitali di sospetta provenienza: in un caso sono stati sottratti ad una società (la Lavoro.doc) e destinati all'acquisto del ramo d'azienda di un supermercato; nel secondo caso documentato dalle indagini, il denaro era finito addirittura all'estero, in una delle società che Attanasio aveva aperto in Danimarca ed Estonia. In entrambe le circostanze, secondo la magistratura i soldi erano frutto di reati economici.

Ma è il venir meno del capo di imputazione principale a far notizia in questa storia che fece scalpore oltre due anni fa, quando Attanasio fu arrestato insieme ad Enrico Bisogni, suo braccio destro e secondo gli inquirenti punto di contatto con elementi del clan Pecoraro. Attanasio, infatti, è stato assolto per capi d'accusa che secondo il pm Vincenzo Senatore avrebbero meritato almeno sette anni di reclusione, ma il gup Albarano non è stata dello stesso avviso, mandando assolto anche Enrico Bisogni perché il fatto non sussiste. In pratica si riteneva che Attanasio e Bisogni fossero legati da un rapporto di lavoro fittizio con il solo scopo di promuovere il riciclaggio dei soldi sporchi del clan Pecoraro, il quale a sua volta raccomandava per posti di lavoro fasulli suoi esponenti detenuti o sottoposti a misure per il solo scopo di fargli ottenere vantaggi penitenziari sulla libertà personale e possibilità di movimento sul territorio. Inoltre, secondo la Procura Bisogni era l'intermediario tramite il quale Attanasio otteneva, con il beneplacito del clan, alcuni appalti.

Accuse cadute in sede processuale, dunque Attanasio non sarebbe il vertice dell'associazione a delinquere descritta da alcuni collaboratori di giustizia, anche se restano i dubbi sulla rete di società costruite per gestire liquidità e beni con intestazioni a più persone e sedi ovunque per aggirare il fisco.

Condanna ad un anno ed otto mesi, invece, per il factotum di Attanasio, Sergio La Rocca ed assoluzione per il collaboratore di giustizia Raffaele Del Pizzo.

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