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Tu sei qui: CronacaEboli: arresti dei Carabinieri danno scacco al clan Maiale

Cronaca

Eboli: arresti dei Carabinieri danno scacco al clan Maiale

Scritto da (admin), venerdì 26 giugno 2020 10:19:23

Ultimo aggiornamento venerdì 26 giugno 2020 10:19:23

Continua la lotta agli stupefacenti nell’intera provincia di Salerno. Decapitato un pericoloso gruppo criminale armato con base ad Eboli, dedito allo spaccio di droga ed alle estorsioni: arrestate 6 persone.

Sono sei le misure cautelari eseguite dai Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno. Una persona va in carcere, quattro sono ai domiciliari, un’altra ha l’obbligo di dimora. Le ipotesi di reato formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia- condivise dal gip del Tribunale- parlano di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma. Tutto è cominciato nel maggio di due anni fa, dalle denunce fatte dai titolari del supermercato "Al Caporale" di Eboli su un tentativo di estorsione che vide come principale autore Giovanni Maiale detto ‘a minaccia. Maiale fu arrestato insieme ad Adolfo Prinzi e Massimo Ammutinato e fu subito loro ascritta l’aggravante del metodo mafioso avendo rivendicato l’appartenenza al temuto clan Maiale. Basti ricordare l’esplosione in pieno giorno di un ordigno nel 2015, per ritorsione nei confronti della ex compagna, per far capire quanto fosse pericoloso Giovanni Maiale e quanto fosse temuto nella Piana del Sele. Ma l’indagine che ha portato agli arresti di oggi ha permesso di ricostruire un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, che aveva grandi disponibilità di cocaina, hashish e crack con la collaborazione del figlio Michael Gerardi, dalla compagna Antonella Marotta, dalla nipote Valentina Di Cunzolo e da Mario Del Vecchio: tutti vantavano un canale di rifornimento privilegiato di droga nel quartiere Barra di Napoli, tramite Claudia Rizzo. E chi non saldava la fornitura di droga subiva minacce ed estorsioni pesantissime. Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50.000 €. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire anche i contorni di un fatto di cronaca eclatante. Il 18 maggio di due anni fa, all’interno di un bar nel centro di Eboli, alcuni appartenenti alla comunità Rom furono aggrediti perché avevano pubblicamente messo in discussione lo "spessore" e la "credibilità" criminale di Giovanni Maiale detto ‘a minaccia. Una spedizione punitiva che dà sostanza al metodo mafioso, che rivela come Maiale stesse provando a riorganizzare il clan attorno al parente e capo storico Giovanni, alias "Giovanniello", tornato libero dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. "Giovanniello" è stato arrestato di nuovo a febbraio 2019 per turbativa d’asta ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, nonché detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento, ricettazione, falso in bilancio e corruzione aggravata.

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