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Tu sei qui: CronacaPerché le banche non possono erogare i 25mila euro in tempi rapidi

Cronaca

Perché le banche non possono erogare i 25mila euro in tempi rapidi

Scritto da (admin), venerdì 5 giugno 2020 11:45:36

Ultimo aggiornamento venerdì 5 giugno 2020 09:46:03

Per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, alle banche possono bastare anche 48 ore per erogare i 25mila euro di microcredito a sostegno delle imprese in difficoltà. Se non riescono a farlo, il problema è tutto loro e se gli imprenditori riscontrano lungaggini oppure ostacoli, bene farebbero- ha detto il ministro- a cambiare istituto di credito. Ma è davvero così? In questi tre mesi ne abbiamo sentite davvero tante: perfino il presidente del Consiglio parlare di persuasione, riguardo alle banche e di buon cuore. Insomma, parole prive di strumenti, ma capaci di insinuare il dubbio che davvero le banche non volessero scucire i cordoni della borsa come chiesto dal Governo. Le parole di Gualtieri vanno ancora in questo senso: ma davvero le banche possono erogare i 25mila euro in 48 ore, come dice il ministro? Abbiamo cercato riscontri, con piglio critico nei confronti del sistema creditizio, verso il quale- ovviamente- non si possono nutrire in questa fase sentimenti di tenerezza. Ma con stupore, abbiamo scoperto che stavolta, forse, le banche hanno ragione. Chi va in banca per richiedere i 25mila euro promessi dal Governo si ritrova di fronte alla solita trafila: di fatto, il credito non si può concedere senza garanzie sulla sua restituzione. Non si tratta di una misura a fondo perduto, tanto meno di una concessione con garanzia statale. Quindi, il richiedente deve provare di poter restituire la cifra. E come? Presentando una serie di documenti non solo difficili da produrre ma anche da valutare, obiettivamente, nelle 48 ore citate dal ministro. Parliamo della richiesta di concessione sottoscritta in filiale; del Modello Allegato 4 CG; del modello Uniemens INPS; del documento di identità, della copia dell’ultimo bilancio; dell’ultima dichiarazione fiscale; dell’eventuale DSAN per assenza dipendenti e – difficile a credersi ma vero – copia del rating (ovvero della valutazione dello stato di salute dell’azienda) da comunicare a Medio Credito Centrale, ovvero allo Stato. Allora ci chiediamo: dov’è la semplificazione citata dal ministro Gualtieri? Il Governo non aveva chiesto di annullare la fase della pre-fattibilità, di compattare la procedura e di concedere il credito rapidamente? I 25mila euro sono una misura di sostegno reale, fattibile o solo propaganda scaricata sulle spalle di banche e imprese?

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