Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Accetta

Ultimo aggiornamento 12 ore fa S. Agostino v. di Canterbury

Date rapide

Oggi: 27 maggio

Ieri: 26 maggio

Ultimi 3 giorni

Ultimi 7 giorni

Ultimi 30 giorni

Intervallo di date

cerca

Lira TV - ...e sei protagonistaLira TV

...e sei protagonista

Centro Medico Specialistico Orio - la persona al centro delle nostre cureCesarmeccanica - Concessionaria Ufficiale Maserati e Suzuki - Rivenditore e riparatore autorizzato FerrariLa stazione di servizio pensata su misura per te - Vieni a provare i nostri carburanti

Lira TV

Centro Medico Specialistico Orio - la persona al centro delle nostre cureCesarmeccanica - Concessionaria Ufficiale Maserati e Suzuki - Rivenditore e riparatore autorizzato FerrariLa stazione di servizio pensata su misura per te - Vieni a provare i nostri carburanti

Tu sei qui: CuriositàChiude definitivamente il Vicolo della Neve, locale storico del centro antico

Curiosità

Ci si andava sia per i piatti della tradizione, sia per l'atmosfera

Chiude definitivamente il Vicolo della Neve, locale storico del centro antico

In tanti se ne rammaricano, rievocando con nostalgia i tempi di Gatto e Tafuri

Scritto da (Francesca Salemme), lunedì 23 agosto 2021 13:59:28

Ultimo aggiornamento lunedì 23 agosto 2021 13:59:28

La notizia della chiusura definitiva del Vicolo della Neve (aveva chiuso i battenti con il lockdown), ufficializzata da alcuni giorni, anima il dibattito dei salernitani.

La decisione era già maturata da tempo, nei giorni della pandemia, ma adesso anche coloro i quali hanno sperato in un ripensamento, dovranno abituarsi a rinunciare, definitivamente ai piatti della tradizione: dal baccalà con le patate alla pasta e fagioli ripassata nel forno a legna, dalle polpette al sugo al calzone con la scarola, dalla cotica al peperone imbottito, anzi ‘mbuttunat e tutto il repertorio della cucina povera che dall'Ottocento in poi ha sfamato tutte le classi sociali con la sua golosità e i suoi eccessi di grasso. Per lungo tempo -almeno fino agli anni Ottanta - è stato uno dei pochi indirizzi culinari della città.

Uno dei pochissimi aperti fino a tardi, per una cena dopo teatro. Questo ha contribuito a crearne la fama, o se si vuole il mito, che - ricordiamolo - nasce quando l'avventore non va in cerca di un posto dove mangiare, va in quel posto per l'atmosfera, l'ambiente, per quello che oggi si chiama "mood". Al "Vicolo della neve", negli anni d'oro, si potevano incontrare artisti, scrittori, giornalisti.

Habitués erano Giorgio Amendola, Clemente Tafuri - che ne dipinse le pareti - e Alfonso Gatto, che al vicolo ha dedicato una delle sue poesie più belle, che era esposta all'interno del locale:

... Il vicolo aveva la neve
del dolce nome granito,
un uomo triste che beve
il suo vino appassito... *

(* il testo completo, in basso)

Otto anni fa, quando già erano tante le alternative a quell'indirizzo gastronomico, Green Pino e la Fondazione Gatto fissarono un enorme traforato, all'entrata del vicolo, che richiama direttamente il poeta, mentre i versi dello stesso e di molti autori giovani vennero fissati lungo le pareti, come se la strada, omaggio tardivo, avesse cambiato nome e fosse diventata vicolo Gatto. I frequentatori del ristorante coltivavano così insieme la gola e la conoscenza della poesia.

Dispiace oggi che chiuda, ma alle leggi del mercato non si possono opporre i soli ricordi, né i soli desideri.

 

* Il vicolo della neve

E' nella notte d'inverno
il pallido azzurro fornaio
disegnato di vene,
la luna a mezzo febbraio,
quel parlare di cene.
Il vicolo aveva la neve
del dolce nome granito,
un uomo triste che beve
il suo vino appassito
Il vicolo aveva il balcone
della puttana smargiassa
e quell'odore di nassa
di polpo bollito e limone.
Il vicolo aveva l'inverno
il canto della canaria
i numeri rossi del terno
l'ultimo palpito d'aria
di fresca cantina, d'arancio
che torna - oh se torna! - nel grano
fiorito della pastiera.
Il vicolo aveva nel gancio
l'insegna contrabbandiera
del c'era una volta il lontano
racconto del tempo che fu.
Straniero, se passi a Salerno
in una notte d'inverno
di luna a mezzo febbraio,
se vedi il bianco fornaio
che batte le mani sul tondo
di quella faccia cresciuta,
ascolta venire dal fondo
degli anni la voce perduta.
L'odore di menta t'invita,
la tavola bianca, la stanza
confusa dall'abbondanza.
In quell'odore di forno
per qualche sera la vita
si scalda con le sue mani
e quegli accordi lontani
del tempo che fu.

Galleria Fotografica

rank:

Curiosità

Curiosità

E’ online il primo test italiano sulla ‘motherhood penalty’ per giornaliste

Ha come obiettivo la promozione della cultura dell'inclusione lavorativa per le madri lavoratrici e l'inserimento di un articolo di tutela delle giornaliste madri nel Testo Unico dei doveri che regola l'attività professionale, il test sulla "motherhood penalty" voluto dalla Commissione Pari Opportunità...

Curiosità

Bagni pubblici: proposte per una migliore fruibilità

Legati al sistema igienico e alla modernizzazione della vita come infrastruttura, i bagni pubblici hanno assunto fin dalla loro comparsa - già nel 2000 AC le città della valle dell'Indo, potevano vantare la presenza di latrine collegate a rudimentali condotti fognari e ancor prima la civiltà Egizia ha...

Curiosità

Tutela dell’ambiente, arriva Verde Giffoni

Il 2022 si apre con un nuovo grande evento, Verde Giffoni, pronto a dar voce a circa 400 ragazze e ragazzi, dai 14 ai 25 anni provenienti da tutt'Italia, chiamati a confrontarsi con artisti impegnati per la tutela dell'ambiente ma anche uomini e donne che si occupano di psicologia, filosofia, ricerca...

Curiosità

Da Salerno a Capri via mare, dal 31 marzo si può

Con l'arrivo della primavera, Alicost riattiverà la linea che da Salerno, Maiori, Amalfi e Positano porta fino all'isola azzurra. Si parte dal 31 marzo alle 8:40 dal Molo Manfredi del porto di Salerno, mentre a Maiori il mezzo di Alicost leverà l'ancora alle 8:55. E ancora: partenza da Amalfi alle 9:30...

Aeranti - Associazione delle radio e tv locali, satellitari, via internet, agenzie di informazione e concessionarie pubblicitarie televisivePositano Notizie - Voce dalla Costiera Amalfitana