«Il Cilento non può essere solo un’intestazione: servono infrastrutture concrete». Con queste parole la FIT-CISL Salerno, per voce del segretario provinciale Diego Corace, interviene a margine dell’inaugurazione ufficiale della nuova denominazione dell’aeroporto “Costa d’Amalfi e del Cilento”. Il plauso per il riconoscimento formale del territorio cilentano è netto, ma accompagnato da una denuncia altrettanto chiara: i collegamenti verso sud sono ancora inadeguati. «È inaccettabile che un turista atterrato a Salerno possa facilmente raggiungere la Costiera e non il Cilento», attacca Corace, puntando il dito contro una rete di trasporto definita “frammentata e insufficiente”. La linea ferroviaria Salerno-Napoli, pur potenziata, non risolve la questione dei collegamenti verso le aree interne. Per questo il sindacato rilancia l’idea di un terminal bus a Ponte Barizzo, nel comune di Capaccio Paestum: un nodo intermodale strategico, simile a quello di Eboli, per razionalizzare linee e orari. Una proposta che trova l’appoggio del direttore generale di Sita Sud, Simone Spinosa, già impegnato in studi progettuali in collaborazione con la Federico II. Apprezzamento anche per l’intervento dell’AD di Gesac, Roberto Barbieri, che ha sollecitato le istituzioni a investire nei collegamenti con il Cilento. La FIT-CISL, intanto, ha chiesto un incontro con Regione, Provincia, Comune di Capaccio e le aziende del trasporto pubblico locale per avviare un percorso di programmazione condivisa. «La provincia merita un trasporto moderno, capillare, inclusivo – ribadisce Corace – non possiamo permettere che l’intitolazione dell’aeroporto resti uno slogan. È il momento di trasformare i nomi in infrastrutture, e le visioni in servizi reali».
Cambiata la denominazione ma i collegamenti restano carenti
Aeroporto, la Fit-Cisl: “Il Cilento non sia solo un nome”
Il sindacato rilancia la proposta di un terminal bus a Capaccio Paestum
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