Le donne, rispetto al recente passato, sporgono denuncia, provano a difendersi, ma a quanto pare non basta

Femminicidi, la mattanza infinita

Perché il pentimento arriva subito dopo l’atto irreparabile e non prima, o durante?
Ivano Montano

Restano tante domande, anzi una per tutte: perchè? Perchè il pentimento arriva subito dopo l’atto irreparabile e non prima, o durante? Perchè, quando il cervello fuma per una storia finita, per un presunto tradimento, per un banale litigio non si prova a contare fino a 100, 1000, un milione? Perché uccidere una donna, una madre di figli, manco fosse una fastidiosa zanzara? Soprattutto: perché costringere chi si occupa di informazione e l’opinione pubblica a dover commentare ancora, per l’ennesima volta, vicende del genere? L’elenco che si allunga lo abbiamo già fatto, le vittime di Femminicidio, in una società che si direbbe civile, lontana anni luce dai tempi in cui l’uomo primitivo con la sua clava ammazzava animali o simili senza fare alcuna distinzione, sono diventate troppe. Le donne, rispetto al recente passato, sporgono denuncia, provano a difendersi, ormai hanno capito che certe relazioni malate troppo spesso portano a finali tragici. E scattano Braccialetti elettronici, provvedimenti di divieto di avvicinamento alla persona offesa, talvolta gli arresti domiciliari. Eppure, nemmeno questo basta per mettere la parola fine ad una mattanza che toglie il fiato.  

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