A partire da venerdì certificazione verde obbligatoria per ristoranti al chiuso, palestre, cinema e teatri

Green pass: si va verso obbligo per docenti e Ata

Su scuola e trasporti domani la cabina di regia, poi il Consiglio dei ministri
Francesca De Simone

Da settembre green pass obbligatorio per docenti e personale Ata, ma non per gli studenti: sono queste le ultime indiscrezioni in merito al decreto Covid per la scuola, al varo domani. Il governo è al lavoro per limare il testo che sarà al centro della cabina di regia, poi sottoposto alle Regioni ed infine al vaglio del Consiglio dei Ministri. Docenti e Ata dovrebbero, dunque, esibire la certificazione verde per recarsi in classe. Non sarebbe necessaria, invece, per gli studenti. La didattica sarà sempre in presenza nelle zone bianche o gialle, mentre in quelle arancioni e rosse saranno i sindaci a decidere, in caso di focolai, se e dove chiudere le scuole e fare ricorso alla dad.

La certificazione verde, per ora, non sarà valida per autobus e metropolitana, mentre entrerà in vigore dal 1° settembre per navi, treni e aerei. Resta aperto, oltre al tema delle imprese, quindi, anche quello del trasporto pubblico locale. «Gradualmente ci si può arrivare, ma procediamo un passo alla volta», ha detto il ministro Roberto Speranza. L'obiettivo del governo è far partire il nuovo decreto insieme al precedente, in vigore dal 6 agosto.

Tra due giorni, infatti, sarà necessario presentare la carta verde per sedersi al tavolo di un ristorante al chiuso, frequentare palestre, piscine, centri termali e altri luoghi dove c'è il rischio di assembramento, come cinema, teatri, sale da concerto, stadi o palazzetti sportivi. Green pass necessario anche per eventi, convegni e congressi. Si lavora pure per la riduzione dei prezzi dei tamponi rapidi. Sul fronte lavoro e imprese, infine, domani i ministri Orlando e Speranza si siederanno al tavolo con i sindacati per un confronto sui protocolli e le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. L'obbligo di green pass non dovrebbe essere nel prossimo decreto, perché Cgil, Cisl e Uil temono possa essere usato dai datori per licenziare o demansionare. Ma il tema resta aperto.

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