Incendio al Ruggi: la Cisl FP invoca misure di prevenzione

Ivano Montano

In corto circuito, alla fine, ci è andato l’ospedale intero in quegli attimi di fiamme, fumo e panico diffuso. Un incidente di percorso, un qualcosa che può capitare ovunque e a chiunque, ma che per la Cisl Funzione Pubblica non deve assolutamente capitare in una struttura sanitaria, mettendo a rischio centinaia di persone tra pazienti e operatori. Il bilancio del rogo sviluppatosi nella notte tra giovedì e venerdì non è pesante, grazie al celere intervento dei Vigili del Fuoco: due intossicati, un addetto alla vigilanza e un operatore del servizio antincendio intervenuti – afferma la Cisl Funzione Pubblica – in spazi assai ridotti, garantendo l’assistenza pur con vie di fuga identificate solo sulla carta e purtroppo senza precise indicazione di norme di sicurezza. L’evento ha dimostrato – scrive Pietro Antonacchio – che è necessario avere un piano di evacuazione tanto più importante quanto più gli spazi sono limitati. La sigla sindacale da anni si batte per la creazione di spazi e percorsi congrui al fine di garantire l’igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Per Alfonso Della Porta, bisogna mettere su un team del Risk Management e programmarlo in un’ottica e visione d’insieme complessiva che tenga conto della partecipazione di tutti i dipartimenti, individuando operatori esperti e con diverse professionalità, e considerare chi realmente ha le specifiche competenze per poter apportare professionalità e garanzia di un lavoro di team eccellente. Non si può continuare a gestire spazi con la prepotenza di alcune figure mentre ci sarebbero percorsi e linee guida da rispettare e adeguare i protocolli aziendali allo stato obsoleti, che non garantiscono il rispetto delle norme di sicurezza.

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