"Curarsi non può diventare privilegio dei più ricchi”

Liste d’attesa, protesta dei pensionati della Cisl

Oltre 1.000 pensionati della Fnp Cisl Campania hanno manifestato ieri mattina davanti al palazzo della Giunta regionale
Simona Cataldo

Liste d’attesa interminabili e addizionale Irpef troppo onerosa per chi vive con pensioni basse.  I pensionati della Cisl Campania hanno fatto sentire la loro voce in piazza. Venerdì mattina, oltre mille, hanno protestato davanti al palazzo della Giunta regionale per rivolgere un appello ai candidati al Consiglio regionale. La loro è una “vera e propria emergenze sociale” è stato ricordato dai rappresentanti sindacali. “La Campania ha le pensioni più basse d’Italia, con una media di circa mille euro al mese, e la più alta addizionale regionale, pari al 3,3%, quasi il doppio della Lombardia”.  La Fnp Cisl chiede che nella prossima legge di bilancio venga istituito un fondo specifico per il taglio dell’addizionale regionale a favore delle fasce deboli, e che venga garantito il rispetto della legge sui tempi massimi di attesa, fissati in 120 giorni per le prestazioni ambulatoriali, contro un’attesa media che oggi può superare l’anno e mezzo. Sulla situazione della provincia di Salerno è intervenuta la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi. “È una situazione assurda e non più sostenibile quella delle lunghissime attese cui devono sottostare i cittadini della provincia di Salerno e della Campania per accedere ai controlli e alle cure necessarie. Ogni giorno si lede un diritto inalienabile all’assistenza sanitaria, colpendo in particolare le persone anziane o con patologie gravi. Non è accettabile – ha continuato Cortazzi – che nella prima settimana di ogni mese i fondi per gli esami diagnostici siano già terminati e che l’unica alternativa resti quella a pagamento. Curarsi è un diritto costituzionale che non può diventare privilegio dei più ricchi”.  Infine, la leader della Cisl salernitana ha espresso profonda preoccupazione per la progressiva chiusura dei presidi ospedalieri in provincia “In molte aree interne, i cittadini sono costretti a percorrere decine di chilometri per una visita o un esame. È inaccettabile: la sanità pubblica deve tornare ad essere realmente accessibile e gratuita per tutti, anche in Campania”.

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