Malori fatali, i defibrillatori sono una priorità

Ivano Montano

Capitano, a volte, tragiche coincidenze che lasciano senza parole, senza fiato. La comunità è ancora sotto choc per quanto accaduto ieri, in mattinata: due morti per strada, nel giro di un quarto d’ora a poche decine di metri di distanza in linea d’aria, tra il lungomare cittadino e il corso. Come se la morte fosse passata da quelle parti per falciare, a caso, due vite in un colpo solo. Un 61enne che stava passeggiando e che all’improvviso si è accasciato nei pressi dell’ex cinema Capitol e un runner di 59 anni colto da malore mentre faceva footing. In entrambi i casi, il panico, le urla dei passanti, le richieste di soccorso, il sopraggiungere delle ambulanze e i vani tentativi di strappare i due malcapitati alla morte. Due infarti, di quelli probabilmente che non lasciano scampo, ma quel che fa ancora più male è quel punto di domanda che resterà senza risposte: si poteva fare qualcosa per salvarli? Un estremo tentativo è stato fatto, sul runner a lungomare, con i Vigili Urbani che hanno transennato l’area per permettere ai sanitari di effettuare le manovre salva vita con l’utilizzo del defibrillatore, ma è chiaro che in casi del genere il nemico più insidioso è il tempo, quei maledetti secondi che passano, inesorabili, per cui quell’intervento estremo va fatto il prima possibile. Quanti defibrillatori ci sono in centro a Salerno, ammesso che ci siano? Quanti di noi sanno dove sarebbero posizionati e soprattutto quanti di noi, nell’eventualità, saprebbero utilizzarli? Tra cittadini e visitatori, soprattutto di questi tempi, a Salerno c’è tanta gente in giro, per strada, mentre all’angolo di strada, come il classico brigante, spesso c’è il destino in agguato: il concetto di “città cardio-protetta” non deve restare astratto, deve trasformarsi in realtà, dotando ogni luogo strategico (scuole, parchi giochi, centri sportivi) nonché ogni luogo di maggior aggregazione per la comunità, di defibrillatori di pubblico utilizzo.

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