Il Codacons: per pandori e panettoni +37%, con punte p del +59%"

Raffica di aumenti, pranzo e cena di Natale più cari

Assoutenti, quest'anno costeranno 340 milioni in più del 2021
Francesca Salemme

Un Natale più costoso del solito quello che attende i consumatori italiani, chiamati a fare i conti con fortissimi rincari di tutti i prodotti legati alle festività di fine anno.

A lanciare l’allarme il Codacons, che ha messo a confronto i listini delle principali catene commerciali in vigore a dicembre 2021 con quelli attuali. Ma anche Assoutenti, che ha realizzato uno studio per capire quanto costerà nel 2022 il tradizionale pranzo di Natale.

“La prima brutta sorpresa arriva sul fronte di pandori e panettoni. Per quelli industriali – si spiega – si registrano aumenti in media del +37%, con punte per alcune marche del +59%”. Ma è anche caro-albero: i prezzi sono aumentati di circa il 40%.

“Imbandire le tavole in occasione del Natale, poi, costerà, a parità di consumi, 340 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno. Ma già 3 famiglie su 10 sono pronte a tagliare la spesa legata alle feste per far fronte agli abnormi incrementi dei prezzi al dettaglio”.

“Rispetto allo scorso Natale si spende oggi il 10,5% in più per la carne, il 10% in più per il pesce, il 21,6% in più per le uova, il 41,7% in più per il burro, il 52,3% in più per l’olio di semi – afferma l’associazione – Lo zucchero sale del 49%, la verdura del 15,2%, l’acqua minerale del 15,5%. Costerà di più anche brindare per il nuovo anno: il vino sale del 6%, i liquori del 5,3%, la birra del 10,3%. Forti aumenti anche per il latte (quello conservato costa il 33,1% in più, quello fresco parzialmente scremato il 20% in più), i formaggi (+16,8%), il riso (+35,3%), farina e cereali (+23,5%), il pane (+15,9%) e la pasta (+21,3%).

Per contenere la spesa per le feste ben 3 famiglie su 10 sono pronte a tagliare i consumi natalizi. Inoltre, le recenti scelte del Governo non sembrano andare nella direzione di difendere il potere d’acquisto delle famiglie, considerando che l’aumento delle accise scattato lo scorso 1 dicembre provocherà un ulteriore rialzo dei prezzi al dettaglio e inciderà sulle tasche dei cittadini che si sposteranno in auto durante le prossime festività.

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