La comunità parrocchiale di Sant’Anna al Porto, nel cuore di Salerno, vive giorni di sconforto e indignazione. Da oltre una settimana il portale della storica chiesa è bersaglio di gesti ripetuti e degradanti: feci, urine e segni incomprensibili lasciati a lordare ingressi, scale e sagrato. Una scena indecorosa che si ripete con sconcertante regolarità e che nessuno sembra in grado di fermare. Il fenomeno, però, non si ferma al perimetro sacro della chiesa. Poco distante, infatti, sono state imbrattate anche le porte laterali del Teatro Verdi, segno che il responsabile — o gli irresponsabili — non si fanno scrupolo a colpire luoghi simbolo della cultura e della comunità cittadina. Non si sa se si tratti di una bravata malata, di un atto di blasfemia o della reazione scomposta di qualcuno contro le attività della parrocchia e della città. Resta il sospetto che l’autore possa essere lo stesso uomo visto appena ieri denudarsi e lavarsi nella vasca della villa comunale, sempre nel pieno centro di Salerno. Il rettore di Sant’Anna, monsignor Claudio Raimondo, invita i fedeli a leggere questo tormento come una prova di fede. Ma dietro le parole di cristiana rassegnazione si avverte la stanchezza e la rabbia di una città che si sente abbandonata di fronte a uno scempio che si rinnova ogni giorno. E la domanda resta: possibile che nessuno riesca davvero a fermare tutto questo?
Sant’Anna al Porto, porte imbrattate con feci e urine
Raid vandalici in centro, chiesa e Teatro Verdi nel mirino
Si teme sia l’opera di uno squilibrato già visto nella Villa Comunale
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