Migliorano le urgenze, ma per le visite programmate resta un “deserto” di mesi

Ruggi, liste d’attesa più leggere ma la crisi non è finita

Ancora interminabili le attese per oculistica, endoscopie ed esami neurologici
Antonio Esposito

Le liste d’attesa al Ruggi fanno un passo avanti, ma non abbastanza da rassicurare i cittadini. I tempi si accorciano per le prestazioni classificate come urgenza breve e differita, mentre il vero “buco nero” resta quello delle prestazioni programmate, che dovrebbero essere garantite entro 120 giorni e che invece slittano fino a un anno. È il caso delle prime visite oculistiche, per cui servono sette mesi, o di esami come rettosigmoidoscopia ed elettromiografia, che superano i 300 giorni.  Le classi di priorità – B per l’urgenza breve (entro 10 giorni), D per quella differita (30 giorni per visite, 60 per strumentali) e P per le prestazioni programmate – continuano a segnare la distanza tra teoria e realtà. L’ospedale ribadisce che le tempistiche garantiscono l’erogazione dell’esame, non la scelta del medico né della sede, elemento che spesso complica ulteriormente il percorso del paziente.  Tra le urgenze brevi, soffrono ancora risonanze magnetiche, visite dermatologiche, neurologiche e oculistiche, con attese che oscillano tra i tre giorni e un mese. Per la priorità differita, l’unico punto debole è la prima visita urologica, che sfiora i quattro mesi. Sul fronte dei codici programmati, lo scenario è più duro: oltre all’oculistica, restano pesantissime le attese per colonscopie e indagini neurologiche.  Nel frattempo, dalla Conferenza Stato-Regioni arriva il via libera al decreto che sblocca 28,85 milioni per il potenziamento dei sistemi di prenotazione e la riduzione delle liste. Alla Campania andranno circa 2 milioni di euro: risorse destinate a rafforzare Cup, infrastrutture digitali e interoperabilità con la piattaforma nazionale Arenas. Le Regioni hanno ora 30 giorni per presentare progetti concreti.

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