Attraversare il rione Carmine, a Salerno, è diventata un’impresa degna di un romanzo di Kafka. Ogni mattina, migliaia di automobilisti e viaggiatori dei mezzi pubblici si trovano intrappolati in un labirinto di auto, clacson e lavori in corso. Piazza Sinno è ormai una strozzatura permanente: un incrocio che paralizza via Calata San Vito e manda in tilt l’intera Lungoirno, fino a via Eugenio Caterina. Dal Comune, nessuna reazione. Nessuna idea, nessuna ipotesi, neanche una riflessione. Il problema è noto da anni, ma sembra che nessuno abbia il coraggio – o la voglia – di affrontarlo davvero. E come se non bastasse, ci si mette anche l’ANAS, con i lavori “biblici” alla galleria del Seminario. File chilometriche agli ex caselli e ripercussioni a cascata: via Carmine, via Paolo De Granita, via Marino Paglia, fino a via Moscato. E poi c’è la beffa. I lavori di manutenzione, quelli che servono, vengono programmati nei momenti peggiori. Come stamattina, in prossimità di piazza San Francesco: pieno orario di punta, scuole aperte, città paralizzata. Ma è davvero impossibile fare questi interventi in tarda mattina o primo pomeriggio? Domanda semplice: al Comune qualcuno guida mai nel traffico del Carmine? O basta dare la colpa ai cittadini “indisciplinati”? Perché qui non si tratta di polemiche, ma di sopravvivenza quotidiana. E già che ci siamo: qualcuno può chiedere all’ANAS – o a chi di competenza – quando finiranno i lavori al Seminario? Non sarebbe male saperlo, prima che la città si fermi del tutto.
Tra lavori eterni, incroci caotici e decisioni assurde
Salerno: il traffico al Carmine è un incubo ma nessuno vede
Dal Comune silenzio assoluto: nessun piano, nessuna idea, nessuna risposta
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