E’ il giorno dello sciopero generale della Cgil contro la manovra del governo Meloni (la Uil, presente negli altri 3 scioperi è scesa in piazza il 29 novembre, la Cisl lo farà sabato 13). Landini, a nome dei suoi iscritti, chiede di aumentare i salari, fermare l’aumento dell’età pensionabile, dire “No” al riarmo e investire invece su sanità e istruzione; mettere in campo “vere politiche industriali” e una riforma fiscale “equa, senza condoni”… Lo stop, nazionale e di 24 ore, interessa tutti i settori: dai trasporti alla scuola, dalla sanità alle fabbriche. Fa eccezione il trasporto aereo, perché già interessato da uno sciopero precedentemente indetto per il 17 dicembre e il personale Atac a Roma, che ha incrociato le braccia martedì 9. Per le ferrovie lo stop del personale è scattato da mezzanotte e l’agitazione termina alle 21. Sono garantiti i treni a lunga percorrenza secondo gli accordi con le aziende (Trenitalia, Italo) e quelli programmati nelle fasce di garanzia (6-9 e 18-21) del trasporto regionale. Nel trasporto pubblico locale – cioè bus, metro e tram – lo stop non ha un orario univoco ma varia di città in città. In ospedali, cliniche e presidi sanitari potrebbero esserci disagi ma vengono garantiti i servizi minimi. Nelle scuole varie le forme di adesione: dai cancelli chiusi alle lezioni rimodulate come orario. A Salerno, il Coordinamento di ateneo UniSa ha aderito motivando l’adesione con la necessità di difendere la libertà e la dignità dell’università, in particolare in risposta a riforme che stanno interessando gli atenei italiani. Riforme coinvolgono le modalità concorsuali di accesso alla docenza, le forme di governo delle università, e la libertà di insegnamento e ricerca.
Treni, TPL, ospedali, scuole, università, porti, fabbriche... fermi in tutt'Italia
Sciopero generale della Cgil contro la manovra
A Salerno, il Coordinamento di ateneo Unisa ha aderito "per difendere la libertà e la dignità dell'università"
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