Nel capoluogo la tassa sui rifiuti vola a 464 euro

Tari, stangata a Salerno: +5,4% in un anno

Tra le più alte d’Italia
Antonio Esposito

La Campania si conferma tra le regioni più care per la Tari. Con una spesa media annua di 418 euro, è seconda solo alla Puglia nella classifica nazionale elaborata da Cittadinanzattiva. Ma il dato che colpisce di più riguarda Salerno, dove una famiglia tipo arriva a pagare 464 euro all’anno: il rincaro più elevato della regione, +5,4% rispetto ai 440 euro del 2024.  Un aumento che pesa sui bilanci domestici e che accentua il divario interno alla stessa Campania. Se ad Avellino il costo medio si ferma a 297 euro (-1,7%), Napoli sfiora quota 500 con 496 euro, Benevento raggiunge 441 euro e Caserta 389. Nel frattempo, la media nazionale sale a 340 euro (+3,3%), con il Sud ancora fanalino di coda sia per costi (385 euro) sia per qualità del servizio.  Resta infatti basso il tasso di raccolta differenziata: in Campania si attesta al 56,6%, ben lontano dal 73% del Nord, dove i cittadini spendono mediamente 290 euro. Le regioni più virtuose restano Trentino-Alto Adige (224 euro), Lombardia (262) e Veneto (290). All’estremo opposto, oltre a Puglia e Campania, spicca la Sicilia con 402 euro. Catania guida la classifica nazionale con 602 euro a famiglia, mentre Cremona è la più economica con 196.  Lo studio prende in esame le tariffe applicate nei capoluoghi nel 2024, considerando una famiglia di tre persone in un’abitazione di 100 metri quadri. Un campione che conferma un trend nazionale ormai consolidato: dove il servizio funziona meglio, si paga meno. A Salerno, invece, la bolletta dei rifiuti continua a salire.

Leggi anche