Novità dalla manovra e nuova stretta nel capoluogo

Tassa di soggiorno, più autonomia ai Comuni

Tariffa unica annuale e +2 euro per l’extralberghiero
Antonio Esposito

La manovra economica entra nel vivo al Senato e, mentre la commissione Bilancio boccia oltre cento emendamenti, arriva una schiarita sul fronte che più aveva agitato i sindaci: la tassa di soggiorno. La sottosegretaria al Mef, Sandra Savino, ha chiarito che saranno i Comuni a decidere modalità di applicazione e destinazione del 30% dell’eventuale aumento: «Potrà essere dirottato su trasporti, disabili o minori non accompagnati». Un passaggio che restituisce margini di manovra agli enti locali dopo settimane di tensioni.  Intanto a Salerno la giunta vara la riforma annunciata: +2 euro per bed & breakfast e strutture extralberghiere, con l’addio alla distinzione tra alta e bassa stagione. La tariffa diventa unica per tutto l’anno, scelta che punta a favorire la destagionalizzazione e una programmazione più stabile dei flussi turistici.  Le nuove tariffe — operative da fine gennaio 2026 — restano invece invariate per hotel, agriturismi e residenze alberghiere: 4 euro per le strutture a quattro e cinque stelle, 3 euro per quelle a una, due e tre stelle, 2 euro per tutto l’extralberghiero. Confermato il limite dei sette pernottamenti consecutivi e il sistema delle esenzioni.  Una manovra che nasce – fanno sapere dal Comune – dall’esigenza di garantire servizi di qualità in una città che accoglie sempre più visitatori» e che guarda già alla stagione 2026.

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