Villa di Fratte: meglio un cartello di divieto d’entrata

Ivano Montano

Il cartello con le avvertenze suona a mo’ di sfottò: vietato giocare a pallone. Poveri ragazzi, nemmeno con le skill di Neymar riuscirebbero a dribblare cespugli, panchine crollate, tombini divelti e tutti gli avversari della civiltà che si trovano in quella che stentiamo a definire “villa comunale, a Fratte. Unico polmone verde di un rione popoloso e popolare dove era bello e rilassante, una volta, concedersi una passeggiata tra gli alberi – che ancora erano in posizione eretta, verticale. Quel cartello andrebbe sostituito con un più attuale e risoluto “vietato entrare”, per non correre il rischio di inciampare in un ramo e farsi male, per non incappare in qualche lamiera arrugginita, soprattutto per non vedere lo sconcio che ci viene proposto da un telespettatore che ha inviato alla nostra redazione un video che rappresenta fedelmente quel che è diventata ormai un’area che era abituale luogo d’incontro per bambini, giovani ed anziani. Ci vorrebbe un’operazione di recupero e messa in sicurezza della zona, ci vorrebbe un intervento straordinario, magari anche urgente, per non lasciar morire il parco nell’indifferenza generale.

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