Il ricordo di Claudio Gubitosi, fondatore del Festival del cinema dei ragazzi

Addio alla Lollo, fata anche a Giffoni

Per sempre "Bersagliera" e "Fata Turchina"
Francesca Salemme

“Era il 1989 quando nel corso di un’edizione straordinaria del Giffoni Film Festival (ospiti Ettore Scola, Nanni Loy, Ben Gazzara, Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Lina Wertmüller e Bernardo Bertolucci.) arrivò in piazza con un abito da vera fata in seta rosa cipria, Gina Lollobrigida. Una vera diva”. Il ricordo di Claudio Gubitosi, fondatore del Festival del cinema dei ragazzi, restituisce alla “Lollo”, scomparsa ieri a 95 anni, il ruolo e l’aura di icona mediatica, fenomeno popolare inscindibile dalla storia del nostro cinema, almeno dal dopoguerra all’inizio dei Settanta.

Al cinema era arrivata per caso, il disegno e l’arte erano le sue vere passioni, ma nel cinema, diceva, aveva saputo conquistare il rispetto di tutti: “diventando una diva planetaria, una regina della star system internazionale: si vestiva di sete e broccati, indossava collier e diademi con imbarazzante naturalezza (oltre che alle foto dell’epoca, si veda l’omaggio dell’imitazione di Anna Marchesini).

Spigliata e arguta di pensiero, minuta ma sontuosa nell’aspetto, dopo grandi e piccoli ruoli interpretati in Italia con Steno, Monicelli, Soldati e Lizzani, volò ad Hollywood e firmò un contratto di sette anni col mitico produttore Howard Hughes.

Grazie al successo di “Fanfan la Tulipe” riuscì, grazie ad avvenenza, fascino, verve e simpatia, a diventare  il simbolo planetario della bellezza all’italiana. Moltissimi i film interpretati, con partner che vanno da Bogart a Sinatra, da Brynner, a Hudson, da Curtis a Connery anche se il suo volto e la sua voce restano legati indissolubilmente alla “Bersagliera” di “Pane, amore e fantasia” e “Pane, amore e gelosia” (’53-’54), entrambi diretti da Comencini. In tanti la ricordano nel ruolo della Fata Turchina nel “Pinocchio” tv di Comencini (’72) e della cugina italiana nel serial “Falcon Crest” (’84).

Nel corso della sua carriera si è aggiudicata, tra gli altri, sette David di Donatello, ma negli ultimi trent’anni si era dedicata soprattutto alla scultura e alla fotografia con mostre e reportage in giro per il mondo.

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