“Basta depressione, chi si è stancato stia a casa”: così il presidente della Regione sulla sconfitta del Partito Democratico alle politiche

Sconfitta Pd, Vincenzo De Luca: “Reagire subito, con umiltà e rigore”

Il governatore invita i dem a reagire subito con umiltà e rigore: “E’ in gioco - aggiunge – il carattere di forza nazionale del Pd”
Francesca De Simone

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, affida ai social il suo commento sulle elezioni politiche e sul risultato conseguito dal Pd, invitando i dem a "reagire subito con umiltà e rigore". «Avverto fra la nostra gente un clima di depressione, di "fine della storia" – scrive su fb -; credo sia indispensabile uscire subito da questo stato d'animo. Il colpo è stato duro. Ma occorre reagire con forza. Chi si è stancato, stia a casa. Per chi vuole combattere è necessario guardare in faccia la realtà, con l'umiltà, il rigore, lo spirito autocritico necessariamente spietato, che ci è richiesto ora». Il governatore evidenzia come prima che un problema di uomini e programmi, ci sia un problema di relazioni umane: «Nei nostri confronti – prosegue – è cresciuto un sentimento di insofferenza, di estraneità. Veniamo percepiti come un misto di presunzione, di supponenza e di inconcludenza. Il nostro linguaggio ha dimenticato le parole della gente normale. Parliamo una lingua morta». De Luca sottolinea come i dem abbiano offerto, il più delle volte, "un personale politico senza nessun legame con i territori, cresciuto nelle stanze ammuffite delle correnti, o nei salotti pieni di luce e privi di aria e non gente che proviene dalla fatica e che conosce l'odore della terra bagnata, o il rumore di una fabbrica o l'angoscia di una vita di povertà, di una bottega che chiude, di un lavoro che non arriva mai". Poi, l'invito a "scuotersi subito": «Non è finita la storia. È finita la vicenda di una forza politica». Per il governatore, che esprime apprezzamento per la dignità personale e politica espressa da Letta, ora è in gioco il carattere di forza nazionale del Pd. «Bene – dice- un congresso rapido, e quanto più aperto alla partecipazione popolare, e non autoreferenziale». Si aspetta, quindi, chiarimenti di fondo in vista di una stagione politica che obbliga ad un "linguaggio di verità". Infine, il passaggio sui vincitori delle elezioni: «Li attendiamo all'opera. "Nihil dictu facilius": nulla è più facile che parlare. Governare e decidere, è un'altra cosa".

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