Il big match del Vigorito si trasforma in un film horror per i granata

Derby da incubo: la Salernitana crolla a Benevento

Rabbia, amarezza e delusione per i 1400 tifosi al seguito
Francesca De Simone

Derby horror per la Salernitana al Vigorito. Il 5-1 finale è un’umiliazione per i 1400 tifosi granata al seguito della squadra, che si aspettavano di assistere ad uno scontro diretto combattuto, ad una battaglia, e che invece hanno visto il team dell’ippocampo crollare sotto i colpi del Benevento. Da salvare c’è solo la prima mezz’ora, in cui, nonostante il gol di Pierozzi che porta in vantaggio i giallorossi, la Salernitana gioca, si rende più volte pericolosa, ma viene fermata dai legni. Dal sogno all’incubo, però, è un attimo: dalla traversa di Ferrari, al palo di Capomaggio, al pari cercato con insistenza e trovato con merito e tenacia, al tonfo. La Salernitana spegne la luce e perde letteralmente la testa. Subisce il raddoppio del Benevento, firmato da Tumminello, a difesa schierata, e poi viene colpita su una delle solite imbarazzanti ripartenze che puntualmente la squadra granata subisce. Nel recupero del primo tempo la Salernitana si ritrova sotto per 3-1. Nella ripresa i granata restano negli spogliatoi. Nel secondo tempo, la squadra di Raffaele è totalmente assente dal campo. Il Benevento continua ad attaccare ed a segnare. Tumminello firma la sua prima doppietta in giallorosso, e Lamesta, fino a quel momento uomo assist, inserisce anche il suo nome nel tabellino dei marcatori. La Salernitana incassa e torna a casa con un pesante fardello. I tifosi, feriti e delusi, tornano a casa amareggiati. C’è tanta rabbia, perché questa sconfitta brucia più di quella di Catania, per la modalità con cui è arrivata. Il banco degli imputati ora è piuttosto affollato. La Salernitana si è smarrita ed ha perso anche quella personalità che le aveva consentito di ribaltare più volte il risultato, di dare vita a rimonte impossibili. Occorre ritrovare la bussola, ma senza quella frenesia che aveva caratterizzato il modus operandi della società nelle ultime disastrose stagioni. Con grande saggezza il diesse Faggiano è uscito allo scoperto subito dopo il tonfo al Vigorito, mettendoci la faccia. Ha assicurato interventi mirati. Un primo segnale è già arrivato, con l’ingaggio di Longobardi. Adesso serve il riscatto sul campo, senza se e senza ma.

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